Oltre la normalità
Tutti gli articoli

Oltre la normalità

Alessia Pandolfo22 maggio 20262 min di lettura

Stiamo normalizzando troppe dinamiche che, di normale, non hanno nulla. Abbiamo iniziato a chiamare "libertà" l'assenza di impegno e "leggerezza" la mancanza di empatia. Promettiamo presenza per poi svanire al primo accenno di profondità, lasciando l'altro in attesa, uno spazio fatto di notifiche che non arrivano e punti interrogativi che tolgono il sonno. Confondiamo il disinteresse con lo spazio personale. Ma lo spazio serve a respirare, non a sparire. Quando l'altro tace, ci abituiamo a giustificare quei silenzi, a scavare dentro noi stessi cercando una colpa, una responsabilità. Ci convinciamo di essere "troppo": troppo esigenti, troppo sensibili, troppo bisognosi. La verità è meno complessa di quanto vogliamo credere: la mancanza di comunicazione è una scelta di chi la mette in atto, non un limite di chi la subisce. Il silenzio prolungato non è una pausa di riflessione, è una forma di potere più o meno consapevole. Un rapporto autentico si nutre di presenza, rispetto e cura costante. Non è una caccia al tesoro dove devi decifrare segnali ambigui. Ricordati cosa deve tornare a essere normale:

  1. Chiedere comunicazione non è un atto di debolezza, è un atto di dignità.
  2. Pretendere chiarezza non significa essere pesanti, significa dare valore al proprio tempo.
  3. Sentirsi al sicuro e rispettata non è un premio da meritare.
  4. Essere vista e considerata non è una concessione.

Non permettere a nessuno di farti sentire sbagliata perché cerchi coerenza e chiarezza. Non rimpicciolire i tuoi bisogni, non soffocare la tua voce per restare in un posto che è diventato troppo stretto per te.


Hai trovato questo articolo utile?

Contattami per un colloquio conoscitivo gratuito. Insieme vedremo come posso supportarti.

Contattami