
Famiglia dovrebbe essere il luogo in cui abbassare le difese, eppure nessuno ti insegna che è proprio in quel luogo di origine, che , a volte, devi stare più attento. Un perimetro fatto di routine sospese tra momenti di calma apparente e improvvise tempeste. In una casa così crescere significa vivere costantemente con la paura di una scossa e con la necessità di saper contenere i danni. Vivere in questo modo ti cambia. Ti insegna, giorno dopo giorno, che ogni conflitto sia una tua responsabilità, anzi peggio una tua colpa. Quando la pace dura poco finisci per credere che il tuo ruolo al mondo sia evitare la guerra, sia stare in silenzio, sia non sbagliare mai. E soprattutto impari a comprendere il dolore degli altri, finisci per giustificarlo, dimenticando il tuo. Da grande quella sensazione di famiglia, casa, la cerchi ovunque: nelle amicizie, negli occhi di un compagno, in un gruppo di teatro o di volontariato. Cerchi ciò che ti spettava di diritto fino dall’infanzia: uno spazio sicuro in cui essere amata, ascoltata, scelta E anche il più piccolo gesto di gentilezza ti sembra un dono enorme. E finisce che di più non osi chiedere. Nessun bambino dovrebbe mai credere che l'amore sia un premio da conquistare comportandosi bene: l'amore deve essere il punto di partenza, non il traguardo di un percorso ad ostacoli. Quando cresci in questo modo, la cosa che desideri di più al mondo è qualcuno che ti dica: “Non devi far nulla per meritare la mia presenza, il mio bene, non affannarti a correre per arrivare a quel traguardo, tu per me sei già al primo posto”. Ma il punto è proprio questo. Non devi cercare qualcuno che cerchi di cambiare il finale ad una storia ormai passata, finita. Quel finale lo devi cambiare tu. Quella bambina la devi prendere tu per mano.
Hai trovato questo articolo utile?
Contattami per un colloquio conoscitivo gratuito. Insieme vedremo come posso supportarti.
Contattami